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Non so più chi sei, ecco cosa mi rattrista. Non conosco le mani che mi hanno scaldato, la voce che mi entrava nelle ossa. Non so dove te ne sei andato, né perché. E' come quando pedali in bicicletta e di botto si sfila la catena. Me la ricordo quella sensazione di vuoto, di sfaldamento sotto ai piedi e nelle gambe. All'inizio procedi ancora un po' e vai pure veloce che quasi sembri liberato dalla fatica dello sforzo. Poi, inesorabilmente, tutto si ferma. Perché l'unione delle ruote è un piccolo fragile raccordo chiamato intenzione.  

Pubblicato il 10/6/2005 alle 16.45 nella rubrica Diario.

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